Vini marchigiani: il Verdicchio dei Castelli di Jesi


Verdicchio dei Castelli di Jesi

Alcune curiosità sul Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Il Verdicchio è un vino tipico delle Marche ed esistono 2 produzioni:

  • il Verdicchio dei castelli di Jesi
  • il Verdicchio di Matelica.

Oggi parleremo del più “vicino” Verdicchio dei castelli di Jesi.

La zona geografica

Il Verdicchio dei castelli di Jesi, come indica il nome stesso, viene prodotto nella zona in cui in passato era sotto l’influenza di Jesi.

Si tratta in sostanza dell’area del bacino del fiume Esino, che comprende 22 comuni della provincia di Ancona e 2 della provincia di Macerata.

I vitigni si trovano ad un’altezza che va dai 96 metri sul livello del mare a Jesi, per arrivare ai 630 metri di Cingoli.

L’area dove crescono i vitigni del Verdicchio godono di alcuni fattori, quali l’influenza del mare, del sole, delle brezze, della pioggia e del riparo delle montagne (oltre i 2000 metri).

Perché nelle Marche?

Bisogna andare un po’ indietro nel tempo a quando, nella Marca Anconetana, arrivarono i monaci benedettini prima e i camaldolesi poi.

Furono loro a introdurre la coltivazione della vite, come testimonia la centenaria Sagra dell’uva di Cupramontana.

Sono stati proprio i monaci a tramandarsi le tecniche per la coltivazione della vite e per la produzione del vino.

Nei primi anni del ‘500 Gabriel Alonso de Herrera, un professore di Salamanca, inserisce nella descrizione della varietà delle viti anche il Verdicchio

Nel 1871, invece, viene pubblicato “Primi studi sulle viti della provincia di Ancona”, nel quale il Verdicchio è dichiarato come vitigno italico più pregiato tra i vitigni a bacca bianca delle Marche.

La bottiglia del Verdicchio

Verdicchio dei castelli di Jesi

La bottiglia in cui viene versato il Verdicchio dei castelli di Jesi è famosa per la sua forma.

Per scoprire la sua origine dobbiamo tornare indietro di circa 60 anni, quando due produttori crearono una cantina di trasformazione all’interno di uno dei castelli.

La produzione venne sviluppata a livello commerciale da Francesco Angelini, noto nel campo della farmaceutica, quando acquistò la cantina.

Angelini cercava qualcosa di speciale e nel 1953 indisse un concorso per realizzare una bottiglia, che diventasse essa stessa simbolo del vino.

La bottiglia scelta è quella che conosciamo oggi, a forma di anfora greca che ricorda i fondatori della città di Ancona.

Le caratteristiche

Esistono diversi tipologie di Verdicchio:

  • il Verdicchio dei castelli di Jesi
  • il Verdicchio dei castelli di Jesi classico
  • il Verdicchio dei castelli di Jesi classico superiore
  • il Verdicchio dei castelli di Jesi passito
  • il Verdicchio dei castelli di Jesi spumante

ciascuna con delle caratteristiche ben precise.

Quelle del Verdicchio dei castelli di Jesi sono:

  • colore giallo paglierino tenue
  • odore delicato e caratteristico
  • sapore asciutto e armonico con un retrogusto gradevolmente amaragnolo.

Sull’etichetta può essere indicata l’annata di produzione. Solo per il Verdicchio dei castelli di Jesi Classico l’indicazione è obbligatoria.

Queste caratteristiche sono riportate nel disciplinare di produzione.

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3 thoughts on “Vini marchigiani: il Verdicchio dei Castelli di Jesi

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